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BENVENUTI IN SOPA COADA

L'Associazione I POETI DEA SOPA COADA non ha fini di lucro e si propone di promuovere la conoscenza, la valorizzazione e la diffusione della "Sopa Coada" e della gastronomia trevigiano-veneta attraverso iniziative che prevedono l'educazione enogastronomica degli associati, la partecipazione ad eventi, sagre e fiere, lo scambio e la collaborazione con altre associazioni nazionali ed internazionali.
L'Associazione ha inoltre lo scopo di creare e sviluppare tra i "Poeti" rapporti di amicizia, lealtÓ, solidarietÓ e rispetto reciproco

Storia della Sopa Coada 



La Sopa coada Ŕ uno straordinario piatto trevigiano di antica data e dalla storia lunghissima.
E' nato nella prima metÓ del `500 a Ferrara alla Corte degli Estensi.
La ricetta Ŕ arrivata a noi grazie a un trattato gastronomico, tradizionale e storico scritto da Cristofaro di Messisbugo che operava alla corte degli estensi con l'importante titolo di "Scalco Ducale".
Di lui si ignora il luogo di origine, ma con certezza si sa che fu un raffinato gourmet e gran regista di pranzi e cerimonie, tanto da essere innalzato a Conte Palatino da Carlo V.
Raccolse le sue ricette in un'opera intitolata "Libro Novo" nella quale si insegna "a far d'ogni sorte di vivanda secondo la diversitÓ de i tempi, cosý di carne come di pesce". L'opera Ŕ dedicata a Don Ippolito d'Este ed apparve per la prima volta nel 1549.

Dai tempi preistorici al Rinascimento, passando attraverso il Medioevo, le zuppe hanno sempre occupato un posto di tutto rispetto in ogni cucina.
Zuppe semplici a base di farina, lenticchie, farro, fagioli, ma questa zuppa le super˛ tutte e si impose per ricchezza degli ingredienti.
Da Este, attraverso Venezia, la "s˛pa coÓda" arriv˛ nella Marca Trevigiana ed Ŕ tuttora un piatto tipico di Motta di Livenza e di Treviso

Nel secolo scorso, dopo tante bufere di guerra, nacque il desiderio di ritrovare le proprie radici e la propria identitÓ.
Questo desiderio ha dato luogo ad una attenta ricerca e riappropriazione dei piatti storici come un bisogno di far rivivere ed assaporare la tradizione, bisogno sempre pi¨ sentito dopo gli anni di appiattimento su frivole novitÓ passeggere.
Da qui il desiderio di coinvolgere osti e ristoratori della zona trevigiana capaci di realizzare antichi piatti, una iniziativa originale per valorizzare il quadro storico e sociale di questa terra, che mette in evidenza non solo la locale saggezza rurale, densa di ricordi e di memorie, ma descrive e tramanda ricette che, col tempo, sarebbero andate perdute.
Tradizioni espresse in modi di dire, in ricorrenze, in semplici filastrocche, ma anche attraverso cibi che revocano appuntamenti ormai in disuso. Vecchie abitudini distrattamente riposte nella mente riaffiorano e, fra le pieghe e le sfumature di eventi che pensavamo dimenticati, ci riportano a rivivere il passato con particolare sensibilitÓ: cioŔ la nostra cultura.

Da qui il desiderio di scoprire l'origine di questo splendido piatto, la "s˛pa coÓda".




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